Una serie di fotografie del mare intorno a Lampedusa (Italia), un'isola di appena 20 km² sospesa tra mito e confine.
Politicamente radicata in Europa, ma geologicamente ancorata alla piattaforma africana, Lampedusa si rivela come spazio liminale estremo: di fronte si staglia il continente primordiale – culla della specie umana, da cui prese avvio il grande esodo di Homo sapiens decine di millenni or sono. È lo stesso orizzonte da cui oggi arrivano le migrazioni contemporanee, eco pulsante di quel viaggio ancestrale che l'umanità non ha mai interrotto.
Il mare ne cattura l'essenza: una vibrazione che sussurra continuità tra il passato preistorico e il nostro presente.
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Sono esistiti o no.
Su un’isola o non su un’isola.
L’oceano o non l’oceano
li inghiottì oppure no.
Qualcuno amò qualcuno?
Qualcuno si batté con qualcuno?
Accadde tutto oppure nulla
là oppure non là.
C’erano sette città.
È sicuro?
Ambivano all’eternità.
E le prove?
Non furono aquile, no.
Furono aquile, sì.
Ipotetici. Dubbi.
Non commemorati.
Non estratti dall’aria,
dal fuoco, dall’acqua, dalla terra.
Non contenuti in una pietra
né in una goccia di pioggia.
Non adatti a posare
sul serio per un ammonimento.
Una meteora cadde.
Non una meteora.
Un vulcano eruttò.
Non un vulcano.
Qualcuno invocò qualcosa.
Nessuno nulla.
Su questa più o meno Atlantide.
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Atlantide
Wisława Szymborska [1957]